nonostante le piantine siano esposte a raffiche di vento pazzesche, alla pioggia che in questi giorni non gli ha dato tregua, il terreno che non è dei migliori, data la profondità in cui si trova il campo rispetto al calpestio , tutto sommato sembra che hanno voglia di sopravvivere e anche di crescere. Anche se non si vede dalle foto sono cresciute parecchio, guardandole così sembrano piccoline ma sono state rincalzate già 3 volte e appena si calma questo tempaccio farò passare una motozappa tra le file per ammorbidire un pò il terreno che sembra creta favorendo una respirazione, e permettendo così sia all'umidità che all'acqua di penetrare ed evitare la sofferenza delle radici e delle piante.
giovedì 9 giugno 2011
"CAMPO SPERIMENTALE BIOLOGICO"
Visita al campo e prime considerazioni:
nonostante le piantine siano esposte a raffiche di vento pazzesche, alla pioggia che in questi giorni non gli ha dato tregua, il terreno che non è dei migliori, data la profondità in cui si trova il campo rispetto al calpestio , tutto sommato sembra che hanno voglia di sopravvivere e anche di crescere. Anche se non si vede dalle foto sono cresciute parecchio, guardandole così sembrano piccoline ma sono state rincalzate già 3 volte e appena si calma questo tempaccio farò passare una motozappa tra le file per ammorbidire un pò il terreno che sembra creta favorendo una respirazione, e permettendo così sia all'umidità che all'acqua di penetrare ed evitare la sofferenza delle radici e delle piante.







nonostante le piantine siano esposte a raffiche di vento pazzesche, alla pioggia che in questi giorni non gli ha dato tregua, il terreno che non è dei migliori, data la profondità in cui si trova il campo rispetto al calpestio , tutto sommato sembra che hanno voglia di sopravvivere e anche di crescere. Anche se non si vede dalle foto sono cresciute parecchio, guardandole così sembrano piccoline ma sono state rincalzate già 3 volte e appena si calma questo tempaccio farò passare una motozappa tra le file per ammorbidire un pò il terreno che sembra creta favorendo una respirazione, e permettendo così sia all'umidità che all'acqua di penetrare ed evitare la sofferenza delle radici e delle piante.
martedì 7 giugno 2011
PROGETTO MASCALZONE " PUMMARULELLA BIOLOGICA"
Visto che ultimamente si parla tanto di biologico, preso dalla passione e dalla voglia di scoprire i nuovi metodi di coltivazione, mi sto avventurando insieme a mio cognato nella coltivazione del pomodoro.
Stiamo realizzando una coltivazione biologica del pomodoro pachino e del tondo da insalata in serra con l'ausilio di bombi per l'impollinazione e l'uso esclusivo di prodotti ammessi per la coltivazione biologica. Questa mattina è stata effettuata la prima sfemminellatura e con gran stupore, si iniziano a vedere i primi frutti e una marea di fiori, complice anche il microclima che si è creato all'interno della serra che non è coperta dalla classica plastica ma da una Ecorete interamente realizzata in monofilo di polietilene che permette un sufficiente passaggio di aria, consentendo una crescita rigogliosa delle colture e una difesa mirata ai differenti tipi di insetti. Ecco alcune immagini dell'operato.




Stiamo realizzando una coltivazione biologica del pomodoro pachino e del tondo da insalata in serra con l'ausilio di bombi per l'impollinazione e l'uso esclusivo di prodotti ammessi per la coltivazione biologica. Questa mattina è stata effettuata la prima sfemminellatura e con gran stupore, si iniziano a vedere i primi frutti e una marea di fiori, complice anche il microclima che si è creato all'interno della serra che non è coperta dalla classica plastica ma da una Ecorete interamente realizzata in monofilo di polietilene che permette un sufficiente passaggio di aria, consentendo una crescita rigogliosa delle colture e una difesa mirata ai differenti tipi di insetti. Ecco alcune immagini dell'operato.




mercoledì 1 giugno 2011
domenica 29 maggio 2011
giovedì 19 maggio 2011
C. RHOMBOIDEUM

Originario del Messico meridionale il C. Rhomboideum conosciuto come C. Ciliatum cresce molto rapidamente, può raggiungere anche i due metri di altezza anche se di solito la pianta rimane più piccola, la crescita è più o meno verticale e piuttosto compatta. Le foglie sono arrotondate e pelose, i fiori sono di colore giallo brillante con una forma quasi a campana, i frutti sono rotondi e molto piccoli, maturano dal verde al rosso e sono attaccati ad un calice con cinque punte ma a differenza di altri peperoncini è privo di capsaicina. Il C. Ciliatum è anche noto per aver 13 coppie di cromosoni, un tratto in comune con alcuni e rarissimi peperoncini selvatici.
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C. Rhomboideum,
COLTIVAZIONE 2011,
WILD CAPSICUM
C. FLEXUOSUM
Questa specie è originaria di alcune zone del sud del Brasile e del Paraguay meridionale ed è considerata un tassello intermedio tra le specie di Capsicum più moderne e diffuse nel mondo occidentale (C. annuum, chinense, etc.) e le specie più “primitive” di Capsicum orientali. La pianta, in condizioni ottimali di crescita, si sviluppa a mo’ di arbusto raggiungendo un’altezza di 90-180 cm ed a volte anche oltre. I fiori sono piuttosto piccoli, a forma di campana ed mostrano una certa somiglianza con quelli di C. baccatum.
I frutti non misurano oltre ½ cm di diametro che maturando diventano arancioni-rossi ed hanno, cosa rara nei peperoncini selvatici un sapore dolce ma a volte presentano una leggera piccantezza. Una particolarità di questo peperoncino è la grande resistenza al freddo: ci sono testimonianze che mostrano piante che sopravvivono a temperature d i -6 -12 °C ed anche oltre, temperature queste di gran lunga inferiori agli altri peperoncini conosciuti. Dimostra altresì una buona resistenza anche ai parassiti.
Un’altra caratteristica di questa specie è la sua buona adattabilità a diversi climi, viene coltivata in maniera similare agli altri peperoncini, irrigando moderatamente e tenendola a pieno sole o con leggera ombreggiatura.
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C. Flexuosum,
COLTIVAZIONE 2011,
WILD CAPSICUM
martedì 17 maggio 2011
sabato 30 aprile 2011
“CAMPO SPERIMENTALE BIOLOGICO”
Quest’anno sarà la mia prima volta con la coltivazione in pieno campo, come già annunciato precedentemente tra i vari progetti a cui partecipo vi è anche quello del “Campo Sperimentale Biologico” in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento delle Scienze Biologiche sezione di Fisiologia ed Igiene per testare le proprietà antimicrobiche e batteriostatiche del Peperoncino con differenti metodi di coltivazione, in campo, in idroponica, in vaso e in fertirrigazione. Io mi occuperò della coltivazione in campo e molto probabilmente anche di quella in vaso, quindi l’ora x è scattata. Una settimana fà sono iniziati i lavori al campo per la preparazione del terreno, sono molto felice perchè è stato fatto veramente un gran bel lavoro e anche a regola d'arte, in primo luogo si è iniziato con lo spandimento al suolo dello stallatico, poi si è aggiunta della torba per rendere il terreno più soffice ed infine si è passati alla fresatura col trattore ed ecco il risultato prima e dopo:




martedì 26 aprile 2011
sabato 23 aprile 2011
AUGURI DI BUONA PASQUA
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